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La Psicolinguistica è una metodologia di ricerca indirizzata allo studio dei codici del linguaggio collettivo: visivo, auditivo – parlato e musicale – tattile, gustativo ed olfattivo.

In particolare, I’obiettivo prioritario è quello di capire la relazione tra significato comune e significante, cioè i codici profondi del linguaggio.

Questa metodologia non è mirata infatti al linguaggio parlato, logico, quanto al metalinguaggio, ovvero la dinamica della parte destra del cervello, che si occupa degli stati emozionali negli individui, e rappresenta oltre il 70% della percezione umana e che non può entrare in contraddizione con la logica: pena il rifiuto della comunicazione stessa.

Quali sono le grandi leggi che governano questi meccanismi inconsci e, soprattutto, come incrementare l’efficacia emotiva della comunicazione?

La Psicolinguistica, attraverso la determinazione di “costanti matematico – algebriche” del pensiero emotivo a livello collettivo, procede alla ricerca delle uguaglianze tra i consumatori, cioè individua i tratti, concetti e simboli, sui quali gli individui concentrano il loro consenso e la loro preferenza, ovvero formano la cosiddetta “massa critica di mercato”.

La Psicolinguistica si basa quindi sulla ricerca delI’elemento di maggiore attrazione collettiva, cioè I’attivazione di quel “target trasversale” che basa Ie proprie azioni e Ie proprie scelte non più secondo un criterio rigido di uno stile di vita predeterminato ma che effettua una sorta di zapping delIe scelte, prendendo da ogni stile ciò che piu lo attrae, in una logica plastica.

Non è più possibile “baricentrarsi” su un unico stile, perché si correrebbe il rischio di perdere gli altri: occorre quindi individuare i tratti di “interstilismo” emotivo, quei tratti cioè fortemente connessi al prodotto/servizio specifico, che Io rendono attrattivo a livello trasversale per più tipologie di target, capitalizzando quindi le uguaglianze e non le differenze.

Philip Kotler sosteneva, infatti, che “non bisogna vendere ciò che
si produce, ma produrre ciò che si venderà facilmente”.

La Psicolinguistica abbraccia questa affermazione nella fase di “produzione” della comunicazione.

Non si dovrebbe tentare di “vendere” al consumatore la comunicazione che si è prodotta ma, al contrario, costruire la comunicazione che venderà, perché fortemente compatibile con i bisogni di comunicazione del consumatore, naturalmente congruenti al prodotto-servizio specifico.

La Psicolinguistica aiuta nel compito di individuare la comunicazione che non verrà rigettata dal consumatore perché rispettosa delle dinamiche di pensiero emotivo collettivo.

Una comunicazione “biologica” per la mente del consumatore, a basso rifiuto e a basso zapping, ad alta efficacia e con un miglior rapporto di “advertising return”, ovvero il famoso ROI/ROE, cioè il ritorno finanziario degli investimenti in commercio, sul maggior numero possibile di consumatori.

In sostanza, la Psicolinguistica studia le relazioni psicologiche di massa nei confronti della comunicazione ed i meccanismi di efficacia/inefficacia emotiva della comunicazione stessa.

Esiste un codice collettivo comune, e quindi un vero e proprio “emotional positioning” che, diverso per ogni concetto, rappresenta il sistema delle convinzioni profonde comuni e collettive che ogni cultura esprime, ed é condiviso a livello di sfera profonda da ogni individuo che fa parte di quella cultura: si tratta insomma del metalinguaggio aggregante della societâ, un metalinguaggio che agisce a livello istintivo e secondo automatismi mentali emotivi, piuttosto che attraverso il ragionamento logico.

È possibile quindi dire che la Psicolinguistica è in grado di determinare tre fondamentali parametri:

  • può individuare il positioning emotivo di ogni concept
  • può individuare il concept creativo più efficace a livello emotivo collettivo
  • può individuare i segnali creativi più efficaci relativi al concept creativo

A questo proposito la ricerca Psicolinguistica si avvale di un test in grado di registrare la “scansione cerebrale” delle componenti emozionali principali, ovvero degli stati emotivi primari elementari, la combinazione dei quali va a formare la molteplicità di sfaccettature che può assumere Io stato d’animo dell’individuo.

Queste componenti emotive sono:

  • Relax
  • Serenità
  • Felicità
  • Euforia
  • Eccitazione
  • Aggressività
  • Pathos
  • Disagio

Le domande che il test propone sono molto semplici, in modo da poter essere destinate a target ampi, naturalmente con un differenziale semantico che pesa l’intensità della risposta.

Le domande sono inoltre “non logiche”, proprio per far emergere gli impulsi “istintivi”, ed evitare una commistione con il cervello razionale che
inquinerebbe I’osservazione.

 

II test prevede alcune condizioni base:

  • il soggetto intervistato deve essersi relazionato in modo diretto o indiretto con il concetto o la merceologia che si vuole analizzare;
  • il soggetto intervistato non deve avere una relazione straordinaria-
    traumatica con il concetto
  • il soggetto intervistato deve essere “sano” mentalmente
  • il test è omologabile solo tra individui di una stessa etnia o paese o cultura, anche se poi all’interno della stessa cultura è sempre possibile isolare diverse sottoculture, evitando così generalizzazioni esagerate.