fbpx
N. Verde 800 592 746 - Tel: +39 06 582 024 74 info@vincipartners.com

La misurazione del ricordo. Oltre alle ricerche basate sulla misurazione statistica e ricorrente della concentrazione del consenso collettivo tra un segnale comunicazionale ed un concetto di riferimento, un interessante indizio viene dato dalla misurazione del ricordo.

Nel mondo del marketing è, infatti, opinione diffusa che il ricordo sia un indicatore importante ed in effetti, una volta verificata la qualità di tale ricordo, la presenza di una traccia mnestica del prodotto/servizio rimane una condizione essenziale per il processo di scelta.

Da alcune ricerche é emerso che gli stimoli coerenti portano ad un consistente livello di ricordo, mentre gli stimoli non coerenti portano invece ad una caduta differenziale del ricordo: la soglia di riconoscimento di un concetto aumenta con I’aumentare dei segnali neurologici congruenti.

In particolare occorre superare una soglia del 65/70% per entrare in un’area di non confusività ma di chiarezza e nitidezza percettiva.

Altre ricerche hanno invece posto in evidenza come “gli stati emozionali” abbiano un loro proprio modo di eloquio, attraverso il quale vengono riconosciuti: in altre parole, ogni emozione ha un’onda sonora caratterizzante e propria che viene statisticamente riconosciuta a livello collettivo e ricordata in misura maggiore.

È solo dagli anni ’90 che si può parlare di un vero e proprio utilizzo sistematico della metodologia psicolinguistica di ricerca: I’ingresso sul mercato è stato accolto favorevolmente dagli utenti pubblicitari e successivamente dalle agenzie di comunicazione.

Gli utenti hanno visto infatti per primi in questa nuova metodologia un aiuto per gestire ancor più in profondità Ie variabili che determinano l’efficacia in comunicazione.

In effetti la Psicolinguistica é una ricerca pensata essenzialmente per misurare l’efficacia comunicazionale ma a volte puo essere utilizzata anche per incrementare I’efficacia di una comunicazione.
Si tratta di una metodologia plastica, non rigida, strutturata per entrare in modo efficace in ogni fase del lavoro di marketing: lo dimostra il fatto che il test può essere effettuato acquisendo i dati ex ante, in altri casi a posteriori, oppure in entrambe Ie fasi. La rete

Un’applicazione accessoria della Psicolinguistica é rappresentata dalla pianificazione dei mezzi.

Non in termini di GRP (Gross Rating Point), ovvero della quantità della comunicazione, quanto in termini di qualità della comunicazione.

Internet, per eccellenza, è comunicazione: se non fosse creativa, perché mai dovrebbe generare brand awareness e intention to buy?

La rete rappresenta un caso eclatante su come una comunicazione errata può produrre danni con costi elevati. La domanda è: questi danni si possono evitare?

Vediamo casa cambia tra la comunicazione on line e quella tradizionale riguardo alla nostra mappa di riferimento: poco o nulla, se non la constatazione di dover applicare ancor più rigorosamente I’approccio psicolinguistico in quanto si tratta di media in cui l’emozione è un elemento ancor più determinante nelI’intention to buy.

Mentre, per esempio, in una campagna pubblicitaria tradizionale, dal momento della fruizione del messaggio pubblicitario al momento dell’acquisto, può passare anche un notevole lasso di tempo, in rete questo spazio temporale si riduce spesso ad un solo click.

Tutta la rete é veloce, anche l’impulso alI’acquisto.

La ricerca psicolinguistica per la comunicazione, discendente dal più complesso mondo della ricerca terapeutico-neurologica, serve ad individuare con più sicurezza l’effettiva “energia di induzione alI’acquisto” di cui è dotato un banner, una home page di un portale piuttosto che uno spot o un packaging.

In particolar modo questa metodologia permette di intervenire scientificamente sui “segni creativi della comunicazione”, riprogrammandoli se necessario, per ottenere un maggior livello di prestazioni sull’impulso d’acquisto ed ottenere una riconoscibilità nel “web brodo primordiale” in cui navigano anche i propri concorrenti.

La presenza caotica di centinaia di milioni di utenti in rete, infatti, consiglia di evitare un “pressing” sul consumatore con una overdose di GRP applicati ad un messaggio ad alta resistenza: è più ecologico ed economico sintonizzare la comunicazione sulla lunghezza d’onda dei “GRP interni” del consumatore, agganciando il messaggio ad un principio attivo di pensiero autoalimentato che accresce I’energia complessiva delle risorse investite sui media, invece di ridurla, inquinarla o addirittura vanificarla.

Ovviamente ci sono delle particolarità, l’interattività per prima, che debbono essere tenute in massima considerazione ma per quanto riguarda i meccanismi basici nella costruzione del messaggio, niente é diverso.

È motto interessante vedere come il brand on line, spesso trascurato nell’inutiIe caccia al click trought, sia stato assolutamente accantonato dalle ricerche, e quindi, messo in stand by.

Riassumendo: la metodologia psicolinguistica individua il “cosa dire” ed il “come dirlo”, interfacciandosi con i concept vicini al brand contribuendo quindi alla costruzione “dal basso” di un branding e generando Ie indicazioni di come comunicarlo nel modo più efficace.

I portali: ottimi presupposti, deludenti realizzazioni

Nel corso del tempo, è stato effettuato un elevato numero di ricerche mirate alI’ottimizzazione di siti Internet e portali.
In molti di questi casi la Psicolinguistica è stata utilizzata per impostare I’intero impianto di comunicazione del sito, dal concetto strategico di posizionamento nella rete, al brand name, alla home page, fino al sistema di navigazione.

In alcuni di questi casi, il brand name e l’impianto sono nati con un approccio “multiculturale”, dovendo essere attivi in più contesti contemporaneamente.