fbpx
N. Verde 800 592 746 - Tel: +39 06 582 024 74 info@vincipartners.com

Concetti creativi più efficaci. Oltre alle tematiche che riguardano l’individuazione del “concetto” da comunicare, ovvero da trasmettere, affinché la comunicazione nel suo significato raggiunga un livello di efficacia tale che ne giustifichi l’investimento, producendo gli auspicati ritorni, la Psicolinguistica si occupa anche dell’altra faccia deII’efficacia comunicativa deII’”emotional marketing”: il “modo” di comunicare.

Ogni concetto presenta infatti un suo specifico e determinato paradigma segnico rappresentazionale, che ne determina il riconoscimento “automatico” emotivo, sempre a livello collettivo: per quanto riguarda alcuni concetti, il consenso converge statisticamente su determinati e specifici simboli secondo una precisa sequenza e paradigma.

Nel momento in cui si comunica qualcosa in un modo che “personalmente” piace, ma che non corrisponde al modo collettivo, si costruisce una comunicazione a senso unico, che raggiungerà solo parzialmente, a volte a livello nullo, gli obiettivi, e che verrà rifiutata dal target precedente.

II software psicolinguistico permette un’analisi dissociata di questo sistema complesso della percezione, aiutando Ie aziende a verificare e a raggiungere, per il concetto voluto, il paradigma ottimale, cioè il “bisogno specifico di comunicazione” del consumatore per quel determinato e specifico concept.

Inoltre esso ha proceduto negli anni ad una statistica “categorizzazione” di tutti i segnali codificanti primari del percepito collettivo, specifici per “vettore emotivo”, che sono stati oggetto di una grande analisi statistica di partenza che ha utilizzato interviste personali basate sul collegamento statistico istintivo del segnale preso in considerazione, con un concept posizionato nello spazio emozionale che si intendeva verificare.

La percezione umana è costituita dall’insieme e dalla sinergia dei segnali primari che rappresentano i “mattoni percettivi” delI’emotional marketing e che sono costituiti da segnali:

  • Visivi, con peso mediamente dominante
  • Auditivi parlati
  • Auditivi musicali
  • Relativi ai sensi figurati/cinestesici (tatto, olfatto/gusto)
  • Antropografici (ogni soggetto, in relazione alle sue fattezze fisiche e vocali, viene connotato a livello di interazione empatica verso una determinata emozione primaria piuttosto che verso un’altra).

Gli studi sulla percezione cerebrale, finora condotti, dimostrano che esistono zone del cervello distinte, che processano elementi diversi, che poi vengono ricongiunti in un unico percepito.

II software psicolinguistico è stato progettato pertanto su un modello di “rete neurale” in modo da fornire, a chi opera, il dettaglio di questi singoli e determinanti simboli primari.

Oltre a fornire un’indicazione del simbolo primario ottimale in relazione al concept che si vuole comunicare, il software fornisce indicazioni in relazione aII’importanza assoluta e relativa di tale simbolo, ovvero I’indicazione del “peso” e del “dosaggio” da inserire nella comunicazione.

II sistema quindi può fornire una serie di istogrammi a lettura antinomica, cioè con aII’opposto i due estremi.

Gli istogrammi sono costruiti con un criterio “fuzzy logic” : se il valore di entrambi gli elementi neIl’istogramma è intorno al 50%, significa che quel segnale non è un forte segnale codificante; se uno dei due segnali tende a sovrastare l’altro, significa che è un segnale codificante importante per quel concetto.

Può essere utile ricordare che ogni concept presenta un suo paradigma che è del tutto specifico, quasi fosse una “scrittura del DNA della comunicazione”.

Ogni concept ha un sistema rappresentazionale diverso da ogni altro.

In sintesi, il software psicolinguistico, consente di individuare informazioni neurologiche da utilizzare nella comunicazione che il consumatore collettivo riconoscerà in modo pressocchè automatico, in quanto già “scritte” nella sua memoria emotiva acquisita.

La psicolinguistica può quindi essere un aiuto determinante per individuare il modo comunicazionale ottimale da utilizzare.

Durante i colloqui di gruppo, focus group, o le interviste individuali, è prevista infatti una metodica che permette di analizzare in modo “atomizzato” o “dissociato”, la comunicazione che si vuole attuare.

In pratica, con una tecnica particolare di quantificazione individuaIe, vengono valutati a ritroso i segni della comunicazione: è quindi possibile effettuare un’operazione di confronto dei codici tra quanto utilizzato e l’ottimale individuando gli scostamenti del codice utilizzato, in relazione al concept o ai concept emersi come più efficaci, e valutandone, anche in questo caso, I’efficacia emotiva.

Sulla scorta di queste informazioni è anche possibile “correggere” ed “ottimizzare” la comunicazione, come più e più volte è accaduto, migliorandone le prestazioni a livello del rapporto investimenti/risultati.

La metodologia psicolinguistica consente inoltre di effettuare un mapping della propria comunicazione in relazione alla comunicazione dei concorrenti, con indicazioni precise sugli interventi da effettuare in fase di eventuale correzione.

Fondamentalmente la mappa visualizza e mette a fuoco:

  • quanto è efficace il concetto comunicato
  • quanto è efficace il modo in cui è stato comunicato, sono stati comunicati, i più efficaci concetti contenuti nella comunicazione.

II sistema prevede pertanto una mappa che incrocia questi due fattori fondamentali, e cioè la forza emotiva del concetto e del modo di comunicarlo.

II software quantifica l’efficacia del codice usato in percentuali di congruenza sul totale:

quando è al di sotto del 50% è da ritenere insufficiente a livello di efficacia comunicazionale, mentre oltre il 70% il segnale inviato entra in una soglia di buona qualità che diventa ottima superando al soglia dell’80%.

È possibile quindi una operazione di lettura dei segnali comunicazionali, in
modo da individuare il messaggio che tali segnali tendono a trasmettere:

il software procede così ad “accreditare” tutti i segnali primari e a definire
quindi un emotional positioning del messaggio, individuando tutti i concept, emozioni primarie e coinemi che ne fanno parte.